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Per un po’… chiamatemi Alì: Turchia 2020, diario cestistico e non – Ep. 2

Per un po’… chiamatemi Alì: Turchia 2020, diario cestistico e non – Ep. 2

Appunti di viaggio del Coach di pallacanestro Lino Frattin e la sua esperienza cestistica in Turchia a inizio 2020. (ep. 1)

Si parte
Il volo, in partenza da Venezia alle 13.20, prevede scalo ad Istanbul, e dopo ulteriore ora di volo arrivo ad Izmir alle 21.00. Rispetto all’Italia, per via del fuso orario, Izmir è avanti di due ore.

Ho posto n.16; sull’ala…
Il proprietario di Beyaz Gölge (l’organizzazione che con la NBA, ha fondato la Basketball School per ragazzi e ragazze dagli 8 ai 16 anni) prenota sempre il posto 16, perché essendo alto due metri, sa che è il posto sull’ala con spazio per l’uscita di emergenza e per poter stendere le gambe. Vedi l’esperienza…

Mi siedo al mio posto, alzo gli occhi e vedo il segnale di “vietato fumare” e mi viene in mente un volo preso negli anni ’90, prima che vietassero il fumo negli aerei.
Era un volo da Atene a Salonicco. Con la Virtus Bologna si andava a giocare una partita di Coppa. Avevo ovviamente chiesto un posto per NON fumatori.

Sul lato sinistro dell’aereo, avevo un posto centrale, e altri viaggiatori a destra e a sinistra. Poco dopo il decollo il signore alla mia destra si accende una sigaretta. Lo guardo con disprezzo. Ma quasi immediatamente, anche quello alla mia sinistra se ne accende una… Accidenti! …ma avevo chiesto un posto per NON FUMATORI.

Disperato e nella “nebbia”, provo ad indirizzare l’aria delle bocchette sopra di me, a respingere il fumo. In quel momento mi rendo conto dell’incredibile situazione.
In alto, vicino alle bocchette dell’aria, il posto alla mia sinistra e alla mia destra erano contrassegnati come posti FUMATORI.
Il mio posto centrale, tra i due, era per NON FUMATORI… Mi sono messo a ridere, da solo. I due fumatori avranno pensato che ero un italiano un pochino strano…

Nel volo tra Istanbul ed Izmir sfoglio la rivista di bordo, e studio la cartina della Turchia.
Individuo Izmir, sulla costa, Istanbul e la capitale Ankara.  Spaziando verso est, vedo due cittadine (neanche tanto piccole, 400.000 ciascuna!) dal nome curioso. La cittadina di Malatya, che in questo periodo di Coronavirus, mi fa sorridere.
In turco comunque si pronuncia con accento sulla seconda “a”. In Gennaio, un mese fa, è stata colpita da un forte  terremoto.
La seconda cittadina è Batman.
Ogni commento è superfluo.

Atterriamo ad Izmir, e dopo una difficoltosa ricerca e raccolta del bagaglio, esco ed incontro gli amici turchi che mi aspettano. Fuori dall’aeroporto diluvia.
L’aeroporto è solo a 20 minuti dalla città ed in poco tempo siamo a cena. Posto accogliente e la mia curiosità culinaria ha il sopravvento. Una cucina saporita e semplice negli ingredienti.

Mi portano nell’appartamento provvisorio, a tre camere, dove alloggiano già i due fisioterapisti. Non è un problema. Meglio avere qualcuno che conosce lingua e che mi possa far vedere come funzionano le prime cose in Turchia.

Noto che nella mia camera (ed in tutta la casa) mancano scuri o tende che possano ridurre la luminosità del sole mattutino…
Pazienza… sono così stanco che dormirò comunque.

[Continua…]

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