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Triathlon Castelfranco: storie di sport, amicizia e competizione

Triathlon Castelfranco: storie di sport, amicizia e competizione

PREFAZIONE di Loris Luison
Ogni generazione ha i suoi miti, i suoi eroi, dualismi con i quali litigare in serate trascorse al bar come ai tempi di Coppi e Bartali o in pomeriggi passati davanti alla TV seguendo le gesta di personaggi come Villeneuve e Arnoux, tifando per l’uno o per l’altro. Per la serie la storia si ripete, possiamo anche noi oggi vivere emozioni come quelle, ripercorrendo una storia nuova ma antica di due ragazzi nati alla periferia di Tezze e cresciuti insieme inseguendo un mito, un sogno.
E così è stato Sabato scorso, in una spiaggia sarda, insieme ad altri triathleti ma soli nelle loro menti di campioni assoluti, fissati su un unico obiettivo, quello inseguito tutta una vita: il Campionato Comunale di Tezze sul Brenta (distanza 70.3)! Una storia che ci è dato vivere e che verrà ricordata e tramandata ai posteri direttamente dalle parole dei protagonisti.
Non solo campioni affermati ma ancora sogni da realizzare, mete da raggiungere, montagne da scalare e fantasmi da cancellare in questo fine settimana. Un drappello di coraggiosi si sono gettati infatti Domenica nelle gelide acque della laguna di fronte a Volano per prendere parte all’IronDelta su distanza 70.3. Immagini bellissime ripercorrono la giornata di chi c’era e la illustrano a chi attendeva gli esiti da lontano, da casa, col fiato sospeso durante quelle ore per conoscere i risultati. Così Gianluca “Motorino” Marcon, Amedeo “the big tiger” Zurlo, Moreno “the specialist” Zanchetta, Elis “l’instancabile” Nichele e Stefano “the little tiger” Marcon riscrivevano la storia tagliando quel traguardo tanto ambito quanto temuto.
Storie di sport e amicizia dunque in questo weekend passato, per ricordarci che gli eroi esistono e sono in mezzo a noi, ma soprattutto per ricordarci che gli eroi possiamo esserlo noi, eroi di noi stessi.

CHIA – ITALIA 16-04-2016 di Diego Pasinato
Se al posto di una normale gara di triathlon si fosse trattato di un film, certamente avremmo dovuto scomodare il grande regista Alfred Hitchcock. Infatti il campionato comunale di Tezze sul Brenta (distanza 70.3) ha avuto un finale “triller” ed è stato incerto fino a tarda sera. Ma andiamo con ordine con la cronaca. La gara sul campo è stata vinta da Diego “Pasina” Pasinato su Nicola Carambola Scopinho la quale l’ha condotta dal primo all’ultimo metro. Tutto sembrava deciso ma al momento di stilare la classifica, i giudici non avevano conteggiato la frazione a nuoto di Pasinato. Il giallo era presto spiegato: il chip era sotto la muta e non l’ha letto il cronometro. Una leggerezza grave per un concorrente della sua esperienza. Comunque Pasinato è stato classificato con un tempo totale inferiore di oltre venti minuti rispetto a quello di Scopinho. Naturalmente quest’ultimo ha subito presentato ricorso, l’avvocato Paolo La Placa stava già sfogliando tutte le pagine del codice civile per l’arringa da presentare al giudice. Il risultato è stato temporaneamente congelato e la vittoria di Pasinato è stata per diverse ore sotto inchiesta. La giuria popolare, composta dagli atleti del Mas, era divisa ma con un leggero equilibrio spostato in favore di Scopinho. Ci sono voluti molti litri di birra, un terzo tempo degno di una partita di rugby, affinché il consiglio supremo del triathlon (formato da Martina Dogana, Alberto Casadei e Massimo Cigana) prendesse una decisione irrevocabile. Il solo Casadei ha votato a favore di Scopinho, mentre la Dogana e Cigana hanno deciso che quello che contava era il tempo totale, quindi il vincitore era Pasinato tra mille polemiche. Quello di Baia Chia non ha precedenti, qualcuno del pubblico ha rumoreggiato invocando la moviola in zona cambio. Tra i più polemici Enrico Busatto, atleta di punta del Mas, che non gliele ha mandate a dire a nessuno: “Questi episodi non devono succedere nelle nostre gare. Gli errori si devono pagare. Da uno come Diego Pasinato non me lo sarei aspettato. Le regole sono uguali per tutti, a parte Pasinato che ha sempre un trattamento speciale.” . Pasinato invece spruzzava gioia da tutti i pori: “E’ vero ho sbagliato, ma la gara di oggi l’hanno vista tutti. Credo che il risultato sia indiscutibile. Personalmente è stata durissima. Oltre al percorso impegnativo, ho dovuto fare i conti con un attacco intestinale che nella frazione in bici mi ha costretto a tre fermate ai box. Poi ha cominciato a perseguitarmi e ho dovuto fermarmi di nuovo un’altra volta durante la frazione di corsa. Comunque un titolo che voglio dedicare alla mia quasi moglie e a mio figlio, oltre ai tifosi del fans club che mi sono stati vicini nei momenti difficili”. Volto scuro e morale sotto i tacchi invece per Nicola Scopinho: “Sapevo di non partire da favorito, però ci ho sempre creduto. Soprattutto quando mi ero avvicinato durante la frazione in bici, terreno favorevole a Pasinato. Avevo intuito che era in difficoltà e che non stava vivendo una bella giornata. L’ho capito perché su una mano teneva un rotolo di carta igienica. L’altra invece la nascondeva per non farmi vedere i braccialetti contagiri. Era il segno che mi temeva. Peccato, non ce l’ho fatta. Mi sarebbe piaciuto un sacco a dedicare la vittoria al mio cane Ramon.” . Appena giunta la decisione, nella piccola frazione di Campagnari (paese dove vive il neo campione comunale) tutti i tifosi si sono riversati nelle strade con caroselli fino a notte fonda. Il parroco ha fatto suonare le campane a festa. Appena un chilometro più in là, nell’altra frazione di Stroppari (paese natale di Scopinho) si respirava tutt’altra aria. Presso la sede degli alpini era stata allestito un maxischermo per seguire in diretta il campione locale. Sono stati tutti con il fiato sospeso fino a notte inoltrata per poi apprendere mestamente la decisione. Ora il prossimo appuntamento sarà il 5 giugno prossimo a Venezia, presso il parco San Giuliano. Infatti si assegnerà il campionato comunale distanza Ironman con favorito lo stesso Pasinato. Gli basterà arrivare al traguardo per vincere in quanto Scopinho non è iscritto. Poi l’atto finale il primo ottobre, per l’Ironmatrimonio di Laghi di Cittadella, dove i nostri campioni saliranno sull’altare uno di fianco all’altro, nel ruolo di sposo e testimone.

Fonte: Castelfranco Triathlon

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