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Per un po’… chiamatemi Alì: Turchia 2020, diario cestistico e non – Ep. 6

Per un po’… chiamatemi Alì: Turchia 2020, diario cestistico e non – Ep. 6

Appunti di viaggio del Coach di pallacanestro Lino Frattin e la sua esperienza cestistica in Turchia a inizio 2020. (ep. 12345)

Settimana dal 16 al 22 Marzo 2020

Oggi, martedì 17, sono andato al piccolo supermercato nella via centrale. Ho preso il necessario per degli spaghetti al pesto, e al ritorno mi sono fermato in una pasticceria che si affacciava sulla via con dolci invitanti.
La Baklava è un particolarissimo dolce tipico della Turchia e della Grecia, ma in generale di tutta l’Europa dell’Est. A base di pasta fillo e frutta secca come mandorle, noci o pistacchi. Questo è uno dei dolci che mi ricordano la cultura araba. È un dolce che potremmo definire mieloso, in quanto molto dolce.
Altro dolce che vedo proposto da molti venditori è il Halka tatlisi. Sono ciambelle fritte, a base di burro, semola e amido di mais. Appena fritti, gli anelli sono immediatamente bagnati in un dolcissimo sciroppo freddo, che li rende croccanti.
Specialità di Izmir è invece la “bomba” (scritta veramente così) che cè un biscottone con all’interno una crema di cioccolato, simile ad una Nutella più densa.

Siamo fermi.
Le scuole sono chiuse, la nostra attività sospesa, ma il campionato di basket continua, a porte chiuse, nonostante le richieste di sospensione da parte di giocatori ed allenatori. Si comincia a vedere qualcuno con mascherina. Personalmente non credo molto nell’efficacia di queste mascherine; in particolar modo di quelle che vedo qui, che non sono altro che veline di tessuto, con l’elastico.
Anche la via dello shopping, qui a Bayrakli, si è adeguata e molti vendono gel disinfettanti per le mani e acqua di colonia al limone (che viene tradizionalmente già usata sulle mani).
I contagiati aumentano di giorno in giorno. Mentre qualche giorno fa erano meno di 200, oggi (giovedi 19) sono già più di mille. Alì mi ha raccontato di due gruppi di fedeli che si erano recati alla Mecca, e sono tornati con diversi infetti… Un gruppo è stato controllato e messo in quarantena, l’altro non è stato controllato e si teme abbia esteso il contagio.
Come per la Russia, si crede comunque che le cifre date dagli organi governativi non siano attendibili. Intanto circola voce che nel week-end verranno poste in essere misure simili a quelle già in effetto in Italia.

In televisione ho visto spot che ricordavano alla popolazione, in maniera semplice ma efficace, come proteggersi dal contagio. Io sono partito dall’Italia un mese fa, ma non ricordo di aver visto sulle reti italiane una cosa simile, semplice, ma di grande utilità per tutti.
Ieri mattina nonostante un vento freddo c’era il sole, e sono uscito per una passeggiata sul lungomare, che dista da me solo 5 minuti a piedi.
I pescatori sul pontile credo siano lì solo per trovarsi e fare due chiacchiere. In tutte le passeggiate fatte in questi giorni, non li ho mai visti prendere niente…

Con il porto di Izmir, dall’altra parte della baia, l’acqua non è affatto pulita. Non vedo grande attenzione verso l’ambiente, come molti di noi abbiamo in Italia. Ci sono grandi canali di scolo, che sono fogne a cielo aperto in diversi punti della città. Non oso pensare a come sarà poco piacevole passarci vicino, una volta che arriverà il caldo estivo.

Qui ho notato una grande passione per gli animali. A parte quelli che vivono con i propri padroni, ci sono cani e gatti ovunque. I cani (seppur mi sembra identificati con targhette all’orecchio) sono randagi, ben nutriti ma liberi di sdraiarsi ovunque e crogiolarsi al sole. Non ti disturbano, e addirittura spesso non si alzano dalla strada, neppure per le auto. Lo stesso vale per i gatti, accarezzati dai passanti che per loro hanno allestito piccole cucce per ripararsi dal freddo e dalla pioggia. Ma la cosa stupefacente è che cani e gatti si ignorano completamente!

Oggi, giovedì 19, il tempo non promette nulla di buono. Rimango a casa.
A casa sua invece torna Nevzat, il secondo fisioterapista, in attesa della ripresa degli allenamenti. Non lo biasimo. Lo farei anch’io se solo potessi viaggiare in maniera agevole. Molte nazioni hanno chiuso le frontiere. Chissà che giri sarei costretto a fare per arrivare a Venezia!
L’idea di una quarantena in casa, come in Italia, mi spaventa. Non per il fatto di dover rimanere in casa, ma per il fatto che essendo qui, non ho tutte le cose di casa mia che mi avrebbero impegnato le giornate. A me infatti piace stare a casa (mia), e fare lavori manuali, dal giardinaggio al bricolage. Qui purtroppo sarei costretto ad essere legato al mio fedele laptop e a Netflix (servizio che a parere mio merita un premio Nobel…). Vedremo…

Intanto comincio un corso online elementare di lingua straniera. “Turco?” direte voi… No, islandese.
Per carità, anche il Turco ha il suo fascino, con l’influenza araba e persiana e altro… A proposito di lingue, il sacchetto della spesa (qui ancora non biodegradabile) lo chiamano Poşet, e si pronuncia POSCET, dal francese pochette. Altra parola francese è “pardon”, usata come in italiano. Con tutto questo francese, ho dovuto indagare…
A cavallo tra Ottocento e Novecento il francese a Istanbul e in Turchia era diffusissimo, e perfino la burocrazia utilizzava il francese al posto del turco. La diplomazia ottomana manteneva tutta la corrispondenza interna al ministero (cioè tra la sede centrale e i vari consolati e ambasciate sparsi per il mondo) esclusivamente in francese! Alla fine dell’ottocento, il governo turco ottomano mandò addirittura un gran numero di studenti, con borsa di studio, in Francia. Dovevano acculturarsi e poi trasmettere, tornati in patria, le conoscenze acquisite nella Francia della Belle Epoque.
Ancora oggi si vedono facilmente le influenze francesi nelle parole antrenör per entraineur (allenatore), enflasyon per inflation, nostaljik per nostalgique, boksör per boxeur (pugile), egzotik per exotique, konferans per conférence, kuaför per coiffeur, asansör per ascenseur, kapasité per capacité (capienza, sui traghetti), banliyö per banlieu (periferia).
Insomma, moltissime parole prese in prestito dal francese, soprattutto quelle che hanno in qualche modo a che fare con la modernità: parole prese dal francese, ma trasformate nella grafia in base alle esigenze del sistema fonetico ottomano e poi turco. Interessante.

Intanto il muezzin, diverse volte al giorno, chiama dal minareto della moschea, i fedeli alla preghiera… in arabo.

Settimana dal 23 al 29 Marzo 2020

Le giornate sembrano interminabili. È stato consigliato agli over 65 di rimanere in casa. Mancato per un pelo ! Complice il brutto tempo, si rimane principalmente in casa. Abbiamo scorte di viveri ed in verità “la Via Condotti” di Bayrakli non offre un granché.
Da quello che leggo, credo che le case degli italiani siano ormai le più pulite al mondo. Il molto tempo a disposizione facilita le pulizie di primavera. Avendo poco da pulire in casa, io ho “ripulito” il mio computer e disco esterno da file inutili, e riordinato il materiale presente.
Rivedere foto vecchie di qualche anno porta inevitabilmente a rivivere ed analizzare il passato. Guardo le scelte fatte, le decisioni prese, alla luce di quello che ora è la realtà… Se potessimo prevedere il futuro, forse sarebbe più facile, ma certamente meno emozionante!
“Ciò che non è assolutamente possibile, è non scegliere” (Jean-Paul Sartre)

Oggi, lunedì 23, ho trovato con piacere un panificio che sforna del pane “alla vecchia maniera” come definito dal panettiere. Una pagnotta tonda di 35-40 cm, crosta mediamente croccante e mollica densa; perfetta per le bruschette!
Nell’accordo non scritto, dove io cucino e gli altri lavano i piatti, la settimana scorsa, nella ricerca di qualcosa di gustoso, mi era venuta in mente la bruschetta. Il pane purtroppo non era adatto, ma ora con questa pagnotta le cose cambiano! Infatti, grande successo e cena appetitosa.
Io non sono un grande amante della carne. Consumo senza problemi il pollame e qualche affettato, ma la carne rossa non riesco proprio a mangiarla. Nelle prime due settimane qui ad Izmir, avevo quasi convertito Alì e Nevzat ad una dieta vegetariana, con qualche eccezione verso il pollo.
Normalmente mi adatto bene alla cucina locale. La cucina in Inghilterra, Austria e Messico non mi ha creato problemi e non sentivo la mancanza di qualcosa di particolare. Qui però sento la mancanza tremenda di due cose: cappuccino e brioche, che probabilmente essendo distante dal centro città e luoghi turistici qui non si trovano, e… il maiale! Un salamino, un prosciutto, dello speck, la pancetta, il bacon… qui non sanno cosa si perdono.
Comunque qui ho trovato il Simit, una pasta di pane lievitata a forma di ciambella con semi di sesamo sulla crosta. Tagliata a metà è ottima per esempio, con formaggio, pomodoro, insalata e senape (ma sarebbe eccezionale con dello speck!).

Oggi, mercoledì, sono andato a fare una passeggiata sul lungomare. Solito giretto di una mezz’ora, che faccio con l’attenzione alla ormai universale “distanza di sicurezza”. Ci sono pochi a passeggio. Tanto meglio. Nonostante ci fossi passato diverse volte, noto ora la presenza di panchine con annessa presa USB per i telefoni cellulari. Una bella idea.
Da un paio di sere, alle 21.05 (dopo le raccomandazioni e preghiere del muezzin) sentiamo un gran battere di mani ed auto che suonano il clacson. Sull’esempio di quanto fatto in altre nazioni, anche qui dimostrano quanto apprezzano il lavoro di medici ed infermieri dell’ospedale che abbiamo qui vicino (anche se qui ad Izmir non mi sembra che ci sia una alcuna emergenza da Covid-19).
Ho trovato del riso italiano, per risotti. Il riso che usano qui ha i chicchi molto piccoli, quasi la metà di quelli che vediamo in Italia… Non sono affatto esperto in risotti, ed ho chiesto a Nicoletta qualche “dritta”. Comunque non credo che il mio amico Alì sappia molto di risotti, quindi posso andare sul sicuro.

Oggi, venerdì, piove. Devo dire che non ho molto da scrivere. La clausura imposta non aiuta a generare storie interessanti da scrivere.
Per aggiornarvi: il risotto è venuto bene, nonostante la mancanza di parmigiano. Alì, invaso da tutta questa cultura culinaria (!) che lo avvolge, ha deciso quindi di comperare il necessario per una torta e ieri sera ha fatto la sua prima infornata. Stamattina a colazione abbiamo mangiato la buona torta e ho fatto i complimenti allo Chef Alì.
Tutta la giornata di oggi sarà dedicata alla creazione di due video didattici per i nostri giovani atleti: il primo con esercizi di ball handling (trattamento di palla e palleggio), mentre il secondo avrà come tema gli esercizi fisici che i ragazzi possono fare a casa, anche da soli. A fine giornata ho la vista che mi si sdoppia! Troppe ore con occhi allo schermo.

E siamo arrivati anche a sabato. È arrivata la comunicazione che è stata prorogata la chiusura delle scuole. Non una cosa buona per la nostra attività cestistica…
Da oggi poi, sono vietate le passeggiate “di svago”. Come in Italia (ma senza 5 certificazioni…) sarà possibile andare a fare la spesa e poco più. Ma c’è una buona notizia: ho scovato un vecchio copriletto che da ora fungerà da tenda oscurante per le vetrate nella mia stanza da letto. Guarda quanto poco basta per rallegrare una giornata…
Da domani non dovrò mettermi un cuscino sulla testa per continuare a dormire senza la “accecante” luce mattutina! E devo dire che ormai non sento più le “cantate” mattutine del muezzin, che da alcuni giorni ho soprannominato “Elvis”, con grandi risate di Alì.

[Continua…]

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